venerdì 13 aprile 2007

Trattativa Rinviata

Con una laconica comunicazione, la direzione Esprinet ha rinviato la trattativa convocata per questa mattina,13 Aprile 2007.
Per il momento ci asteniamo dal commentare la situazione che,tuttavia,appare francamente imbarazzante.

I M P O R T A N T E (Trovate la comunicazione anche nelle bacheche della vostra sede):

16/04/2007 ALLE ORE 14.15

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE DEI LAVORATORI

PRESSO LA SALA ARENA IN NOVA 3 (VIA LA MALFA,NOVA MILANESE)

Ordine del Giorno:
Situazione Aziendale,Trasferte,Mansioni/Professionalità,Prospettive,VariedEv.

22 commenti:

Anonimo ha detto...

Cari colleghi e care colleghe, la partecipazione all'assemblea è importantissima!!!

Dobbiamo tutti insieme, con la partecipazione, far capire alla Direzione quanto siamo interessati attivamente al nostro futuro.

Ricordiamoci che all'interno di un'azienda la forza del Sindacato non viene da se, ma soprattutto dai lavoratori e dalle lavoratrici che fanno parte della stessa azienda, iscritti e non iscritti.

Ci vediamo lunedì.

Anonimo ha detto...

Ha ragione chi ha scritto prima... possibile che su tutti i dipendenti che ci sono in Esprinet sia così folle pensare di riuscire a fare un'assemblea con più di 100 persone???
Ragazzi questo è proprio deprimente... ma che azienda pensate possa essere Esprinet con i propri dipendenti se non siamo capaci di far vedere, con la partecipazione ad una semplice e basilare assemblea sindacale, la nostra attenzione ai problemi aziendali?!?!?
Parlo a tutta la Esprinet....
Qui non si tratta di credere o meno al potere del sindacato, ma di credere in noi stessi... l'unione fa la forza di chiunque.. nostra e del sindacato!!!

Anonimo ha detto...

PARTECIPIAMO TUTTI!!!

dzappaterra ha detto...

Non vorrei ribadire ciò che è già stato detto ...
Ci vediamo tutti in assemblea.

Anonimo ha detto...

L'atteggiamento grottesco di questa azienda ha un solo fine, quello di delegittimare il sindacato.
Diamo una risposta forte a tale comportamento,partecipiamo numerosi
all'assemblea di lunedì 16 aprile.

Anonimo ha detto...

veramente dal "laconico" comunicato si capisce ben altro, praticamente il contrario. Basta leggerlo.

konan ha detto...

Veramente IO sono portato a credere a chi fa i miei interessi e non a chi fa quelli diametralmente opposti...

poi vedi tu... può darsi che tu sia qualcuno dell'ufficio RISORSE UMANE di Esprinet... o una persona molto poco riflessiva e facilmente condizionabile... e questo allora spiegherebbe la tua risposta!!!

Se così non fosse... permettimi un consiglio:
Fidati di chi ti somiglia di più...credimi, ti troverai sicuramente bene!!!

Anonimo ha detto...

Chi è un bravo lavoratore/lavoratrice?

Chi sa fare sicuramente bene il proprio lavoro con impegno e partecipazione e magari si interessa attivamente anche di evidenziare problematiche, proporre soluzioni, ascoltare e condividere le novità (PARTECIPANDO ANCHE AD UN'ASSEMBLEA SINDACALE).

Chi sa fare sicuramente bene il proprio lavoro con impegno e partecipazione e si disinteressa in gran parte di ciò che crea l'ambiente lavorativo e i rapporti con i colleghi e con l'azienda, quindi resta passivo.

Sicuramente per l'azienda il secondo!

Per me, che sono una lavoratrice ovviamente il primo e vi dirò di più... anche se il secondo è ciò che preferisce l'azienda state certi che la stessa avrà sempre più rispetto del primo!!!

NC ha detto...

Sembra che questa direzione del personale faccia il possibile per snaturare le relazioni sindacali e (tentare)di mortificare i lavoratori.
Mansioni inadeguate,trasferimenti incondizionati,professionalità "cestinate",trattative sindacali rotte dall'azienda in maniera palesemente pretestuosa,trattative sindacali fissate e rinviate unilateralmente poche ore prima della convocazione.
Qualcuno ha definito l'atteggiamento aziendale "grottesco".
Condivido la valutazione,aggiungendo che in certi casi il comportamento aziendale appare addirittura provocatorio.
Ne discuteremo in assemblea.

Anonimo ha detto...

LA CONSAPEVOLEZZA DI SE' OFFRE UN PREZIOSO SENSO DI SICUREZZA AL NOSTRO OPERARE... CERCHIAMO DI ESSERE PROTAGONISTI E NON SPETTATORI PASSIVI.

LIGIO ha detto...

La Costituzione della Repubblica Italiana

PRINCIPI FONDAMENTALI



Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.




Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.





Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.





Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.






TITOLO III
RAPPORTI ECONOMICI

Art. 35.
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.





Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.





Art. 37.
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.





Art. 38.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.

Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

L'assistenza privata è libera.





Art. 39.
L'organizzazione sindacale è libera.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.





Art. 40.
Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.







LEGGE 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori)

TITOLO I
DELLA LIBERTA' E DIGNITA' DEL LAVORATORE

ART. 1 - Libertà di opinione.
I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge.





ART. 6. - Visite personali di controllo.

Le visite personali di controllo sul lavoratore sono vietate fuorché nei casi in cui siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale, in relazione alla qualità degli strumenti di lavoro o delle materie prime o dei prodotti.

In tali casi le visite personali potranno essere effettuate soltanto a condizione che siano eseguite all'uscita dei luoghi di lavoro, che siano salvaguardate la dignità e la riservatezza del lavoratore e che avvengano con l'applicazione di sistemi di selezione automatica riferiti alla collettività o a gruppi di lavoratori.

Le ipotesi nelle quali possono essere disposte le visite personali, nonché, ferme restando le condizioni di cui al secondo comma del presente articolo, le relative modalità debbono essere concordate dal datore di lavoro con le rappresentanze sindacali aziendali oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro.

Contro i provvedimenti dell'Ispettorato del lavoro di cui al precedente comma, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo articolo 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.


ART. 20. - Assemblea.
I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unità produttiva in cui prestano la loro opera, fuori dell'orario di lavoro, nonché durante l'orario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Migliori condizioni possono essere stabilite dalla contrattazione collettiva.

Le riunioni - che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi - sono indette, singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali aziendali nell'unità produttiva, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e secondo l'ordine di precedenza delle convocazioni, comunicate al datore di lavoro.

Alle riunioni possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro, dirigenti esterni del sindacato che ha costituito la rappresentanza sindacale aziendale.

Ulteriori modalità per l'esercizio del diritto di assemblea possono essere stabilite dai contratti collettivi di lavoro, anche aziendali.

Anonimo ha detto...

Articolo 1 della VERA costituzione Italiana:

- L'Italia e' una repubblica fondata sullo stage.

Anonimo ha detto...

Non scherziamo sui principi fondamentali della nostra Costituzione... ogni paese ha i propri e sono di fondamentale importanza.

dzappaterra ha detto...

Ci sono 15 lavoratori ex-Actebis parcheggiati a Cambiago dal primo di Marzo: dato di fatto.

Ci sono decine di lavoratori ex-Actebis ancora incerti della loro occupazione in Nova e a Cambiago: dato di fatto.

Ci sono decine di lavoratori ex-Actebis ed Esprinet che hanno preferito lasciare il posto di lavoro anzichè confrontarsi con la realtà aziendale: dato di fatto.

Ci sono centinaia di lavoratori Esprinet che hanno piegato la testa rinunciando (forse anche inconsciamente) al confronto diretto con l'azienda: dato di fatto.

Tanti uomini, tanti lavoratori ...
Una forza incredibile se ci fosse qualcuno o qualcosa capace di tenerli uniti e compatti contro un' azienda forte che si può permettere persino di evitare il confronto coi sindacati.

Siamo in una situazione di stallo in cui le regole vengono imposte dall'azienda senza possibilità di replica.
Siamo tutti in attesa che succeda qualcosa, che qualcuno difenda i nostri diritti, che qualcuno ci dica qual'è la cosa migliore da fare ma le risposte non arrivano mai (dobbiamo cercarle dentro di noi).
Organizziamo riunioni che anzichè unirci e renderci più forti ci lasciano maggiormente amareggiati confermando la nosta debolezza e l'incapacità di creare azioni concrete.
L'individualismo vince e tutti perdiamo.

Per reggere il confronto con lo strapotere aziendale dobbiamo essere tutti uniti.

La comunicazione ci può dare un grosso aiuto in questo.

Il Blog, il passaparola, le circolari, i volantini, il viral marketing.

Facciamo informazione, diffondiamo la cultura, coinvolgiamo i colleghi sull'importanza di essere uniti nel confronto con l'azienda.

E' l'unica cosa che possiamo fare (e non è poco se lo facciamo tutti insieme).

Anonimo ha detto...

Ma l'ispettorato del lavoro qualcuno l'ha contattato per conto dei 15 lavoratori di Cambiago parcheggiati? Puo' rispondere uno dei ns sindacati per favore??

SIXTYNINE ha detto...

Io direi che a prescindere dai rapporti sindacali che questa azienda desidera o meno mantenere con le strutture sindacali c'è da considerare la possibilità da parte della Direzione di affrontare un discorso di onestà e chiarezza con i propri dipendenti.

Stante che al momento, è inutile nasconderlo anche perchè è abbastanza evidente, non esiste una forza persuasiva degli iscritti al sindacato nei confronti dell'azienda, potrebbe essere la stessa azienda a prendere atto della dolorosa situazione e ufficialmente comunicare ai propri dipendenti quali sono le prospettive che riguardano gli stessi, soprattutto gli ex-Actebis, tutti gli ex-Actebis.

E' palesemente una sciocchezza quella che eventualmente potrebbe essere una risposta, già in passato utilizzata da questa Direzione, che se non lo si fa è per non scavalcare il sindacato.

In qualsiasi caso le persone che lavorano per questa azienda, ad ogni livello, ne sono la forza ed il valore e l'importanza che Esprinet da alle persone che vi lavorano viene puntualizzata ed evidenziata anche nel sito!!!



Di conseguenza sono d'obbligo alcune considerazioni...

E' immaginabile che le persone diano il 100% del loro potenziale rendimento in una situazione di questo tipo, parlo di tutti i dipendenti, nessuno escluso?

E' immaginabile che dopo aver vissuto un approcio sufficientemente conflittuale con l'azienda una persona abbia ancora forti stimoli e senso di appartenenza?

E' immaginabile che un individuo possa trovare la forza di aver fiducia nell'azienda?

Le risposte le lascio a chi eventualmente leggerà questo commento e magari attualmente ha anche qualche responsabilità su tutta questa situazione.

Ci sono tanti modi per gestire situazioni come questa, non dico che sia stato utilizzato il modo peggiore che si potesse attuare, ma neanche il migliore e sono convinto che questo non giova veramente a nessuno.

La comunicazione è importante, c'è bisogno di comunicare, di avere informazioni, di avere relazioni, di mettere in comune, di comprendere... la cosa più brutta che si possa far subire il silenzio... subirlo... e farne parte...

Buona giornata a tutti.

Anonimo ha detto...

ben detto sixtynine...credo che l'azienda stia gestendo male questa integrazione e per non gestire 15 persone in un modo o nell'altro sta creando il panico e l'insoddisfazione nelle altre 800 persone che lavorano...ma con quale spirito??LE PERSONE SONO IL PATRIMONIO PIU' IMPORTANTE IN UNA AZIENDA...O NO????

Anonimo ha detto...

Buon giorno a tutti, volevo lasciare una veloce impressione personale sul blog:

E' desolante vedere 50 persone circa ad un'assemblea sindacale in un'azienda di oltre 600 dipendenti!!!

COMPLIMENTI A TUTTI!!!

NONNO GIGI ha detto...

L'età dei lavoratori italiani iscritti al sindacato è la più alta d'Europa....

In Italia, il lavoratore medio iscritto al sindacato ha 44 anni, quattro in più della media europea.

Quasi il 50% degli iscritti
non sono più lavoratori attivi ma già in pensione (in Francia e
Germania la percentuale è del 20%).

In Italia il sindacato, ancora potente e in grado di condizionare la politica economica dei governi, rappresenta il passato.

Ed è per questo che Cgil, Cisl e Uil, tra tanti "no", hanno invece avallato le riforme delle pensioni, come quelle di Amato e Dini, che hanno pesato quasi esclusivamente sulle generazioni più giovani.

La riduzione della ricchezza pensionistica prodotta dalla riforma Dini ha riguardato
quasi esclusivamente gli Under 40.

E tutto questo per un discorso di assenza di partecipazione...Poi non lamentiamoci se già dalle "piccole" cose al giorno d'oggi non sappiamo far valere i nostri diritti!!!

Anonimo ha detto...

Un'occasione perduta a causa dell'incapacità di alcuni a comprendere l'importanza dello stare insieme secondo l'antico detto "L'unione fa la forza".....!!!

RSA ha detto...

C'è stata nelle ultime settimane la richiesta da parte dell'azienda di coinvolgere il sindacato sull'utilizzo di un sistema di controlli individuali e collettivi a Cambiago.

Il sindacato pur non sottraendosi al confronto, giudica troppo pesanti gli elementi di controllo indicati dalla direzione e comunque, per poter ragionare su queste tematiche ritiene necessario affrontare tutte le questioni in sospeso sull'affitto,le prospettive occupazionali,il trasferimento di sede e le professionalità, che per il sindacato costituiscono attualmente la vera priorità.

Restiamo intanto in attesa di una conferma da parte della direzione per la data di incontro che si terrà il 10 o il 14 di maggio.

Anonimo ha detto...

Sappiamo che tra marzo e aprile sono state assunte 15 nuove persone
in Esprinet..per es. dei product manager e brand manager e altre figure che potevano essere prese tra le persone parcheggiate a Cambiago..come mai cio'????
I nostri sindacati sono informati di quanto accade???? Si possono avere delle spiegazioni in merito??grazie